L’evoluzione delle tecnologie immersive e dell’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui i brand esistono e dialogano con le persone: dal marchio statico si passa all’avatar, una rappresentazione digitale capace di parlare, muoversi e interagire.
In questo contributo analizziamo come gli avatar vengano utilizzati per rafforzare l’identità di marca, umanizzare la comunicazione e co-creare esperienze con i consumatori, dal metaverso ai canali social. Esploreremo, inoltre, le implicazioni organizzative e gli aspetti di tutela legale, mostrando quando e come l’avatar possa diventare esso stesso un asset di proprietà intellettuale strategico per l’impresa.
Indice
Premessa: distinzione tra Marchio e Avatar.
Il marchio è un elemento di proprietà intellettuale con valore legale e commerciale. L’avatar è uno strumento di comunicazione più flessibile e interattivo, utilizzato frequentemente nei canali digitali per personalizzare l’esperienza del cliente.
L’interazione tra marchio e avatar si determina allorché un avatar, quale rappresentazione visiva digitale, diviene:
- nel contesto aziendale: un personaggio o immagine che rappresenta l’azienda o il brand nelle interazioni digitali (social media, chatbot, assistenti virtuali);
- nel marketing: un portavoce virtuale del brand che umanizza la comunicazione.
[Si veda anche: Marchi nel metaverso: la decisione sorprendente sul pattern Burberry]
Il contesto di mercato: evoluzione tecnologica e nuove dinamiche.
Per effetto delle continue evoluzioni all’interno dei mercati, le aziende hanno inevitabilmente acquisito la consapevolezza circa la mutevolezza dei comportamenti individuali e delle preferenze dei consumatori.
Tale fenomeno, particolarmente amplificato dal rapido avanzamento delle tecnologie, ha comportato un crescente apprezzamento per l’interazione digitale, caratterizzata da uno scambio di informazioni e da modalità comunicative sempre più ancorate all’ambiente online.
Le nuove tecnologie hanno permesso alle imprese di ottimizzare il processo di acquisizione da parte dei consumatori, attraverso lo sfruttamento di analisi visive, strumenti di messaggistica, interazioni in tempo reale e tecniche di elaborazione del linguaggio naturale. Grazie a tali sviluppi, le imprese adesso sono in grado di adottare decisioni intelligenti basate su dati ed analisi software capaci di adattare la produzione di prodotti e la fruibilità di servizi alle esigenze della realtà economica virtuale. Tuttavia, prima di adottare esclusivamente piattaforme immersive per fare del marketing è fondamentale potenziare la presenza delle modalità di comunicazione tradizionali, sia offline che online, con la creazione di un solido collegamento di riferimento e affidabilità dall’offline al mondo immersivo. Inoltre, per stimolare l’adozione della realtà virtuale, è indispensabile fornire informazioni appropriate ed aggiornate anche per accrescere il riconoscimento del marchio.
Tale approccio innovativo accresce la visibilità del marchio di un’impresa e ne ottimizza l’efficienza operativa. Analogamente, si riscontra la tendenza dell’individuo medio alla configurazione di uno stile di vita ottimizzato dal punto di vista tecnologico per mezzo di realtà estese interconnesse.
La risposta delle imprese: nuovi modelli organizzativi.
In conseguenza di tali dinamiche, sono molteplici le imprese che hanno deciso di investire per ridefinire il proprio modello di business. Così, nell’adeguare la propria organizzazione interna, sono stati creati team multidisciplinari che sviluppano strategie personalizzate per il metaverso con l’intento di creare esperienze autentiche al marchio e significative per i clienti. In altre parole, questa organizzazione interna è stata architettata in maniera tale che questi team multidisciplinari siano sviluppati per settori di attività, tra cui la visibility: in tal modo, il cliente viene supportato sulla sua visibilità, migliorando la presenza del marchio e il suo impatto e tutto ciò è realizzabile concentrandosi sul branding, l’autenticità del marchio, la percezione del consumatore e la presenza sul mercato.
Gli avatar come strumento di branding.
Un interessante modo per rafforzare e consolidare la presenza del brand sulle piattaforme digitali sta nella creazione di Avatar personalizzati: attraverso la creazione di avatar è possibile portare il marchio aziendale a nuovi e superiori livelli grazie appunto al generatore di avatar del marchio.
Gli avatar hanno innovato il modo di personalizzare e costruire il personal brand. Offrono una presenza online migliorata, un branding coerente su tutte le piattaforme e un’interazione dinamica con i clienti. Con l’evoluzione della tecnologia, l’impatto degli avatar sarà destinato a crescere, rendendoli strumenti indispensabili per il personal branding.
Oggi si assiste ad un non trascurabile affollamento che caratterizza il mercato, ragion per cui è davvero fondamentale per un’impresa disporre di un’identità di marca forte per distinguersi e differenziarsi dalla concorrenza: una specifica modalità per creare una efficace connessione con il pubblico dei consumatori è proprio tramite l’avatar digitale del marchio, vale a dire una rappresentazione potenziata dall’intelligenza artificiale della personalità e dei valori del proprio marchio, a cui viene data voce.
Nell’attuale mercato un avatar del marchio può realmente migliorare l’iniziativa di branding e può essere utilizzato come connettore per aumentare la consapevolezza ed il coinvolgimento sulle piattaforme digitali.
Fattori che hanno favorito la diffusione degli avatar.
L’ingresso sempre più deciso dell’avatar nel marketing è stato preliminarmente incentivato dall’evoluzione tecnologica che ha favorito la creazione di personaggi virtuali sempre più sofisticati: entità digitali dall’aspetto umano, dotate di capacità interattive e gestite da persone o da algoritmi. Grazie all’intelligenza artificiale, sono stati sviluppati avatar tridimensionali caratterizzati da tratti distintivi, movimenti, comportamenti e personalità definite, risultando molto più coinvolgenti rispetto alle versioni elementari del passato.
In secondo luogo, oltre al progresso tecnologico, alla diffusione degli avatar ha contribuito la crescente esperienza dell’utente nei servizi digitali, quali e-commerce, gaming, intrattenimento, formazione e servizi bancari online. Vi è un ricorso sempre più compulsivo da parte delle aziende verso queste soluzioni con l’obiettivo strategico di migliorare l’interazione con i clienti attraverso conversazioni complesse, gestendo al contempo volumi crescenti di informazioni.
Funzioni degli avatar negli ambienti virtuali.
Negli ambienti virtuali, gli avatar fungono da rappresentazioni bidimensionali o tridimensionali dell’identità dell’utente, motivo per cui vi è un utilizzo sempre maggiore da parte dei brand. Tali rappresentazioni, infatti, favoriscono di gran lunga la curiosità nell’esplorare gli spazi digitali e costituiscono punti di riferimento nelle interazioni tra utenti, con possibilità di personalizzazione. L’obiettivo principale delle realtà imprenditoriali è sempre riconducibile al potenziamento delle capacità comunicative online, permettendo agli utenti di esprimersi e costruire la propria presenza nell’universo virtuale.
Sono numerosi i brand che sempre più frequentemente ricorrono all’adozione degli avatar per “umanizzare” la propria immagine dotandola di un elemento personale e scalabile.
In buona sostanza, l’avvento degli avatar ha profondamente trasformato sia lo storytelling che le dinamiche relazionali.
In particolare, sul piano dello storytelling aziendale gli avatar hanno rivoluzionato le strategie di marketing narrativo trasformando il modello di comunicazione da push a pull. Lo schema tradizionale vedeva le imprese controllare unilateralmente il messaggio di brand e ciò soprattutto attraverso campagne pubblicitarie standardizzate (broadcasting). Di converso, con gli avatar si passa da un modello di co-creazione del valore in cui il consumatore, tramite il proprio avatar, assume una partecipazione attiva alla costruzione dell’esperienza di marca.
L’interazione strategica tra avatar e marchio.
L’interazione tra avatar e marchio d’impresa è strategicamente importante perché questi due elementi si influenzano a vicenda nella costruzione dell’identità aziendale.
Così, l’avatar funge da rappresentazione vivente e dinamica del marchio. Il marchio è, infatti, un segno statico e viene animato dall’avatar che lo rende interattivo, trasferendo i valori del brand in una forma comunicativa più personale e coinvolgente.
Si raccomanda, quindi, di costruire l’avatar che presenti una certa coerenza con l’identità del brand. Tale requisito è rispettato laddove l’avatar sia coerente con i colori del marchio, con lo stile grafico, i valori aziendali e questa coerenza rafforza il riconoscimento del marchio e crea un’esperienza unitaria per il cliente.
L’avatar trasforma quindi un simbolo aziendale in qualcosa di maggiormente relazionale.
Permette di creare un dialogo diretto con i clienti, rendendo il marchio più accessibile e memorabile, in special modo nei canali digitali in cui l’interazione è più circoscritta.
Protezione legale e valore strategico.
Se l’avatar diventa sufficientemente distintivo e riconoscibile, può addirittura entrare a far parte del marchio registrato, ampliando la tutela della proprietà intellettuale dell’impresa e determinando una protezione legale interconnessa.
In sostanza, gli avatar rappresentano un asset intangibile strategico che ridefinisce la funzione di produzione delle imprese sempre più orientate al digitale, spostando la competizione dalla semplice efficienza operativa alla capacità di generare esperienze personalizzate scalabili.