La Commissione europea ha presentato il cosiddetto Digital Omnibus Package, un intervento “a tutto campo” che mira a semplificare e rendere più coerente il quadro delle norme digitali dell’UE.
La proposta di regolamento (procedura 2025/0360) interviene, tra gli altri, su GDPR, NIS2, DORA, Data Act e sulle regole in materia di identità digitale e portafogli digitali europei.
L’obiettivo dichiarato è ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, eliminare duplicazioni e sovrapposizioni tra obblighi simili (ad esempio in materia di notifica degli incidenti), armonizzare definizioni e concetti chiave. Secondo la Commissione, ciò dovrebbe tradursi in risparmi significativi per le aziende – in particolare per le PMI – e in un contesto più favorevole all’innovazione.
Le prime reazioni degli stakeholder sono però contrastanti. Molte associazioni di categoria accolgono positivamente l’idea di semplificazione, pur chiedendo interventi più incisivi sul “patchwork” regolatorio esistente. Organizzazioni per i diritti digitali e alcuni gruppi politici esprimono invece preoccupazione per il rischio di un indebolimento delle tutele garantite dal GDPR e dalle altre normative a presidio dei diritti fondamentali online.
Lo Studio ritiene che il Digital Omnibus possa avere un impatto molto rilevante sui presidi di privacy, cybersicurezza e governance digitale di imprese e PA. È importante cogliere le opportunità di razionalizzazione degli obblighi, ma senza perdere di vista il mantenimento delle garanzie per gli interessati e la necessità di assicurare alle organizzazioni un quadro stabile e prevedibile.
Consapevole dell’importanza di questo cantiere normativo, lo Studio Legale Delli Ponti ha avviato un monitoraggio dedicato sul percorso legislativo del Digital Omnibus e pubblicherà nei prossimi mesi aggiornamenti con particolare attenzione agli impatti su: compliance privacy e data protection; obblighi di cybersicurezza (NIS2, DORA, incident reporting); data governance e contratti per servizi digitali.
L’iter legislativo è, infatti, soltanto all’inizio. Le proposte del Digital Omnibus seguiranno la procedura legislativa ordinaria presso Parlamento europeo e Consiglio. Le analisi specialistiche attualmente disponibili stimano, in uno scenario “standard”, un’adozione definitiva intorno alla metà del 2026, con la possibilità di un’accelerazione a inizio 2026 qualora il Parlamento optasse per la procedura d’urgenza. Si tratta comunque di previsioni e non di scadenze ufficiali, che dipenderanno dall’andamento dei negoziati tra le istituzioni UE.
